| SI TEME PER LA VITA DELLA EX COLLABORATRICE DI GIUSTIZIA DI PETILIA POLICASTRO |
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L'ultimo a vedere Lea Garofalo,a fine novembre del 2009 a Milano, e' stato Carlo Cosco suoconvivente. La donna aveva raggiunto il capoluogo lombardo insieme alla figlia Denise, perche' la ragazza aveva deciso di avvicinarsi al padre. Da quel momento, pero', della ex collaboratrice di giustizia si sono perse tutte le tracce. La cercano gli investigatori delle Dda di Campobasso, Milano e Catanzaro, coordinati dalla dottoressa Maria Vittoria De Simone della Direziona nazionale antimafia. La vicenda della donna e' stata ricostruita oggi dal procuratore di Campobasso,Armando D'Alterio, nel corso di una conferenza stampa. La sua collaborazione era iniziata nel 2002 e per questo le era stato assegnato un programma provvisorio di protezione surichiesta della procura di Catanzaro. Lei era a conoscenza di fatti e circostanze precise legate a episodi di cronaca che riguardavano le cosche della `ndrangheta di Petilia Policastro(Crotone); per questo il 31 luglio del 2002, dopo il riconoscimento dello status di collaboratore, era stata trasferita a Campobasso. Programma che successivamente le era stato revocato (16 febbraio 2006) per essersi allontanata dalla localita' protetta. Dopo un suo ricorso al Tar, respinto, il Consiglio di Stato dispone il reintegro nel programma di protezione al quale pero'rinuncia. Va via da Campobasso e torna a Petilia Policastro dove nella sua abitazione viene attivato un servizio di vigilanza radiocontrollata. Dopo un po' di tempo decide di tornare a Campobasso 'perche' citta' tranquilla' ha detto il procuratore D'Alterio, dove riprende i contatti con il suo convivente. Ma i litigi continuano e lei, in un momento di ira, lo caccia da casa e resta per alcuni giorni da sola. Da qui - dicono gli inquirenti - nasce in Cosco l'idea di vendicarsi. Lui e' a conoscenza che un tecnico andra'nell'abitazione di Lea Garofalo per la riparazione e chiede a Massimo Sabatino di sostituirsi all'uomo. Lui entra in casa etenta di soffocare la donna, ma la sua strenua difesa el'intervento della figlia Denise mandano all'aria il progetto. Su questo episodio ci sono riscontri oggettivi: le impronte digitali di Sabatino sulla lavatrice e in alcune zone dell'appartamento. Accertati i collegamenti tra i due uomini(Cosco e Sabatino) il gip di Campobasso, Teresina Pepe, emette due ordinanze di custodia cautelare. La prima viene eseguita daicarabinieri del capoluogo molisano a Petilia Policastro dove arrestano Carlo Cosco, la seconda viene notificata a Massimo Sabatino nel carcere di San Vittore a Milano dove e' recluso peraltro reato. (ANSA). |
