| AMBIENTE:GOLETTA VERDE, SULLO JONIO 8 FOCI FIUMI INQUINATE |
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la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo di Consorzio Ecogas e Novamont, a conclusione della tappa crotonese. I risultati della tappa jonica calabrese sono stati presentati a Crotone da Nunzio Cirino Groccia, della segreteria nazionale Legambiente; Franco Saragò, segreteria regionale Calabria; Antonio Tata, presidente circolo Legambiente Ibis Crotone e Peppino Vallone, sindaco della città. "Focalizzate sui punti critici - è detto in una nota - le analisi dei biologi di Goletta Verde hanno evidenziato con campionamenti puntuali una situazione di forte sofferenza presso le foci dei fiumi, con grave rischio anche per le zone limitrofe. Prese di mira le foci dei fiumi Alli, Esaro, Fiumarella e Neto, nonché quelle dei torrenti Coriglianeto, Trionto, Arango (a valle dello scarico del depuratore segnalato fuori servizio), e la Fiumara che attraversa il territorio del comune di Sella Marina. "Le analisi di Goletta Verde - ha detto Cirino Groccia - sono un forte grido d'allarme: mettono in evidenza una situazione di gravissimo deterioramento dei fiumi e dei corsi d'acqua minori, e quindi del mare calabrese proprio nell'anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla balneabilità, con limiti assai più permissivi rispetto alla precedente Dpr 470/1982. Tanto che, nella sola provincia di Crotone, per effetto della nuova legge sono diventati balneabili 'per decreto' tutti i 2.712 metri che con la vecchia normativa erano dichiarati non balneabili. E' del tutto evidente come la grave contaminazione microbiologica dei fiumi calabresi sia legata a doppio filo con reti fognarie e servizi depurativi deficitari. E come se non bastasse, ai casi di scarsa depurazione, si aggiungono anche quelli di cattiva manutenzione e guasto delle condutture. Lo dimostra il campionamento effettuato alla foce del torrente Arango, nel comune di Botricello, a valle del depuratore. Al momento del prelievo, infatti, i nostri tecnici hanno trovato un'ordinanza del sindaco che sospendeva il normale funzionamento del depuratore stesso. Pesa sul cattivo stato di salute dei fiumi, e quindi del mare calabrese, anche, i numerosi scarichi fognari illegali". "Stando ai dati del Rapporto Blue Book (elaborato da Anea e Utilitas) relativo al 2009 - ha sostenuto Saragò - la depurazione delle acque reflue nella nostra regione raggiunge un'efficienza sulla carta del 74,5% lasciando scoperti oltre 500 mila abitanti. Ma la realtà è ancor peggiore, molti comuni calabresi non sono muniti dei depuratori, e dove ci sono spesso il sistema di depurazione non è efficiente, o è sottodimensionata, oppure presenta tecnologie obsolete". Con 561 abusi sul demanio marittimo, infatti, la Calabria si distingue anche nella classifica nazionale del cemento illecito sulle coste. "Nell'area archeologica di Capo Colonna - ha indicato Tata - permangono tuttora indisturbati 35 manufatti abusivi, nonostante una sentenza definitiva di confisca per lottizzazione abusiva emessa dalla Corte di Cassazione e nonostante lo scorso anno, in occasione del passaggio crotonese di Goletta Verde, il Sindaco si impegnò a rimediare allo scempio". Visto, però, che il Comune ha da poco portato a termine 13 demolizioni in via Acquabona a Crotone, Goletta Verde ha preso atto di questa nuova stagione di impegno dell'Amministrazione sul fronte delle demolizioni degli abusi edilizi, ma chiede nuovamente al sindaco, e stavolta senza bandiera nera, una serie di azioni concrete da realizzare, da qui a un anno, per eliminare l'eco-mostro di Capo Colonna" |

